Cannabinoidi: cosa sono, gli effetti e le proprietà terapeutiche

Cannabinodi: cosa sono effettivamente?
In quest’articolo parleremo delle loro caratteristiche, delle loro varie tipologie, dei loro effetti e delle loro proprietà terapeutiche, utilizzate a scopo medico

Principi della cannabis - cannabinoidi
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Questo articolo è di natura prettamente informativa.

In Italia è illegale l’uso a scopo ricreativo della cannabis, come regolato dal D.P.R. n. 309/1990.

In Italia i farmaci a base di cannabinoidi sono legali dal 2007, con il decreto 18 aprile 2007 del ministro della salute Livia Turco. Nel 2015 il ministro della salute Beatrice Lorenzin, con il Decreto 9.11.2015 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.279 del 30.11.2015) ha regolamentato la produzione e prescrizione a scopo medico della cannabis.

Come ratificato dal decreto 25 giugno 2018 del ministro della salute Giulia Grillo, medicinali a base di cannabis sono utilizzabili solo dietro prescrizione medica per le terapie del dolore.

Cosa sono i cannabinoidi

I cannabinoidi o cannabinoli sono sostanze chimiche di origine naturale, biochimicamente classificate. Sono tutti accomunati dalla capacità di interagire con i ricettori cannabinoidi del nostro organismo.

Ci sono tre tipi di cannabinoidi: fitocannabinoidi, endocannabinoidi e cannabinoidi sintetici.

  • I fitocannabinoidi sono derivati dalla pianta Cannabis Sativa L. (canapa). Finora ne sono stati scoperti circa 70 ed i più conosciuti sono il 9-teatraidrocannabinolo (9-THC), il cannabidiolo (CBD) e il cannabinolo (CBN).
  • Gli endocannabinoidi, tra cui l’2-arachidonico la glicerina (2-AG) e l’N-arachidonilico-dopamina (NADA), sono invece endogeni, ovvero sintetizzati all’interno delle cellule neuronali degli organismi animali (tra cui il corpo umano).
  • Infine, grazie alla conoscenza sulle relazioni e le strutture dei differenti tipi di cannabinoidi, ricercatori hanno progettato cannabinoidi sintetici nei laboratori come il nabilone e il naboctato, che posseggono proprietà terapeutiche.

Principi contenuti nella Cannabis sativa L. e i loro effetti

Cannabinoidi - schema sostanze (THC, CBD)

I cannabinoidi presenti nella Cannabis sativa L. sono naturali e ognuno di loro causa effetti specifici nel corpo umano.

THC

THC è l’acronimo di delta-9-tetraidrocannibinolo. È il cannabinoide più conosciuto e più abbondante tra quelli presenti nella Cannabis.  Questo è responsabile del principale effetto psicoattivo. Va a stimolare il cervello causando rilascio di dopamina. Il THC ha anche un effetto analgesico. Questi risultati, combinati insieme, determinano un grande senso di rilassatezza e un effetto di euforia e benessere.

CBD

Il Cannabidiolo, o CBD, risulta essere il secondo cannabinoide maggiormente presente nella Cannabis Sativa L. Molto utilizzato nel campo della medicina, è il componente ricercato dai consumatori a scopo terapeutico. Non si tratta di un principio psicoattivo e si ritiene che sia in grado di ridurre e moderare gli effetti del THC. Questo significa che le varietà con pari livelli di THC e CBD provocheranno effetti cerebrali mantenendo la mente molto più lucida di quanto non avverrebbe con una qualità contenente meno CBD che, invece, indurrebbe a effetti più nebulosi e inebrianti. È stato dimostrato, inoltre, che il CBD ha anche delle proprietà anticancro. Nuovi usi e applicazioni sono in costante scoperta grazie alla ricerca medica.

CBN

Il Cannabinolo, o CBN, grazie alla scomposizione del THC per ossidazione viene attivato. È leggermente psicoattivo e se ne trovano piccole quantità nella pianta fresca. Gli effetti del THC vengono preferiti a quelli del CBN, dal momento che quest’ultimo non ha la stessa forza del THC e può causare un senso di nausea se assunto ad alte concentrazioni

CBG

Il Cannabigerolo, o CBG, è un principio attivo molto famoso per i suoi effetti antibatterici. Ricerche molto recenti hanno rilevato che, pur non essendo presente in grandi quantità nella Cannabis, possa essere considerato la “cellula stipite” sia del THC sia del CBD. Ciò significa che sia CBD sia THC prendono forma a partire dal CBG. Il CBG è noto anche per la sua capacità di lasciare una sensazione di rilassatezza, quale viene normalmente associata al CBD. Queste osservazioni hanno creato nuove ricerche, ancora in sviluppo, sui cannabinoidi e sulle tante implicazioni che da essi possono scaturire.

CBC

Il Cannabicromene, o CBC, pare abbia effetti antinfiammatori ed analgesici, anche se non sono ancora state eseguite numerose ricerche in merito. Uno studio recente ha indicato che esso possa essere importante per la ricerca sulla ricrescita delle cellule cerebrali.

THCV

Il Tetrahydrocannabivarino, o THCV, si pensa possa essere un mitigatore degli effetti psicoattivi del THC. Ricerche recenti condotte sul THCV suggeriscono, inoltre, che possa essere utilizzato nel trattamento dei disordini metabolici e regolare dell’appetito.

THCA

Il THCA è la forma acida del THC, non viene considerato un componente attivo. Il THCA grazie al processo di combustione si trasforma in THC.

CBDA

Il THCA è la forma acida del THC, non viene considerato un componente attivo. Il THCA grazie al processo di combustione si trasforma in THC.

I disturbi curabili con le proprietà terapeutiche della cannabis

Proprietà terapeutiche cannabis

L’uso medico della cannabis (canapa) ha una storia millenaria ed è presente in numerose culture nel mondo. Attraverso vari studi e ricerche, medici e scienziati hanno documentato le proprietà terapeutiche efficaci di questi cannabinoidi.  

Tuttavia gli esperti descrivono l’uso della cannabis terapeutica con una funzione palliativa, per alleviare dolori ed effetti collaterali. È considerato un trattamento sintomatico di supporto ai trattamenti standard, applicato quando questi ultimi hanno creato assuefazione, prodotto effetti collaterali e/o presentato controindicazioni.

Le proprietà terapeutiche delle cannabis sono indicate per diverse situazioni mediche:

  • Dolore/sonno: per infiammazioni, dolore cronico, fibromialgia, lesione spinale, artrosi, emicrania
  • Gastro intestinale: come stimolante per l’appetito, in caso di cachessia, anoressia, diabete, disordini gastrointestinali
  • Umore comportamentale: in caso di sindrome da deficit di attenzione e iperattività, disturbo ossessivo-compulsivo
  • Disturbi neurologici: per sindrome di Tourette, sclerosi multipla, epilessia, morbo di Parkinson, morbo di Alzheimer, sclerosi laterale amiotrofica
  • Altre problematiche: come antiemetico in casi chemioterapia e radioterapia per cancro, glaucoma, terapie per HIV e AIDS, distrofia muscolare, spossatezza

L’illustrazione delle proprietà terapeutiche condotta in questo articolo ha intento puramente informativo e non vuole in alcun modo promuovere il consumo della sostanza. 

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